Erasmo e Spinoza. Fortuna e rovina dei motti nella vita dei filosofi – L’articolo su L’Intellettuale Dissidente

Spesso i grandi filosofi si sono riassunti in un motto, in un detto epigrafico. Per questo, Erasmo e Spinoza sono stati invidiati, dileggiati, offesi.

Uno dei primi e più famosi motti della civiltà occidentale è probabilmente l’iscrizione onciale che, secondo l’apostolo Giovanni (Gv 19, 19), Pilato ordinò di inchiodare insieme al corpo martoriato di Cristo alla sommità della croce lignea issata sul Golgota: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù il Nazareno, il re dei Giudei). […]

Accadde a Erasmo da Rotterdam (1466–1563), infatti, di doversi difendere dagli attacchi biliosi di alcuni suoi detrattori e di dover dare conto del motto “Concedo nulli” (“Non cedo a nessuno”) nel quale si riconosceva perfettamente. […]

Come Erasmo, riservato, dall’indole proba e solitaria, anche Baruch Spinoza (1632-1677) si firmava con un motto. Il suo, però, aveva per lo più il tono di un ammonimento: “Caute” (“Sta’ attento” oppure “Fai attenzione”), che, per non essere frainteso, sul sigillo che chiudeva la sua corrispondenza figurava accompagnato dalla silhouette di una spinosa rosa selvatica. […]

Continua a leggere su L’Intellettuale Dissidente

* * *

A seguito della chiusura di L’Intellettuale Dissidente l’articolo non è più reperibile. Pertanto, è possibile scaricarne una copia in formato .pdf dal link disponibile sotto.

*** AGGIORNAMENTO ***

L’articolo è stato ripreso dalla rivista Pangea e ora, con il titolo “Concedo nulli”. Motti filosofici: da Erasmo a Spinoza, una storia di arguzie e maldicenze, è leggibile a questo link.