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Lo svelamento della nudità tra scandalo, parola e morte / 3 – L’articolo su Pangea

LA NUDITÀ E LA MORTE. LA STORIA DI SUSANNA E DEL RICATTO ORDITO DAI “VECCHIONI”

Tra la vastità di storie custodite nell’antica dimora della Bibbia, una in particolare segue la scandalosa traccia della nudità svelata che conduce alla morte. È quella della bellissima e pudica Susanna sulla quale si posò lo sguardo licenzioso di due vecchi iniqui uomini di legge. La storia della donna, appuntata con verecondia alla fine del Libro di Daniele (capitolo 13) – stuprato di inserimenti postumi e manomissioni –, è accolta soltanto nel canone biblico che parla il greco, la fluente lingua dei filosofi e degli eruditi. Il testo masoretico, scritto in ebraico, la respinge come apocrifa e tronca le vicende del profeta al capitolo precedente.

[…]

In lingua ebraica Susanna (Shoshannà) è nome che ha il profumo dei fiori (il giglio e il loto) e la parentela con antiche città persiane (Shushàn, Susa, l’attuale Shush), prezioso dono di splendore e magnificenza da custodire con delicatezza e grazia. Questa donna, timorata di Dio e di rara bellezza, aveva sposato un tale Ioakìm, ebreo ricco e probo, e come in tutte le storie nelle quali l’artiglio del male non ha ancora sfregiato la salubrità dell’amore, conduceva una vita felice e riservata.

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In copertina: Francesco Hayez, Susanna al bagno (1850, part.)

4 commenti su “Lo svelamento della nudità tra scandalo, parola e morte / 3 – L’articolo su Pangea”

  1. SILVANA RAPICANO

    Questo articolo mi è piaciuto in particolar modo. Non sapevo dell’esistenza di una Susanna già nell’Antico Testamento, nè della particolarità dei dipinti dove in 3 sono raffigurate figure maschili, non amo molto l’arte poichè sono ignorante in materia ma ora so, e scorrendo il suo articolo ho guardato quei quattro dipinti con occhi diversi. Mi piace leggere ciò che scrive poichè non si finisce mai di imparare! Complimenti Vincenzo!

    1. Carissima Silvana,
      mi fa piacere che l’articolo – questo in particolare – ti sia piaciuto più degli altri. E sono contento anche del fatto che, pur non essendo tu un’appassionata di arte, abbia scoperto, sempre grazie a questo scritto, le tante Susanna che la pittura ha prodotto.

      Quello che mi fa sorridere, invece, è che tu mi dia del “lei”, come se fossi uno qualunque e non il tuo “amatissimo” cognato.

      Un abbraccio e rinnovati auguri di buon anno.

  2. Bellissimo, come sempre. Un originalissimo pretesto per parlare della paura della morte.
    Con grandissima stima

    1. Mi fa piacere che ti sia piaciuto e, francamente, al “pretesto” di cui tu parli non ci avevo proprio pensato.
      È un ottimo spunto di riflessione. Grazie.

      Con grandissimo affetto e altrettanta stima, ti abbraccio.

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