La «gaia» utopia – L’articolo su Satisfiction

Scuola, educazione e sessualità nella riflessione pedagogica di Paolo Mottana

Che la scuola non debba soltanto istruire ma anche e soprattutto educare è il mantra che accompagna ogni discussione intorno alle potenzialità pedagogiche dell’insegnamento. Che poi nel gergo burocratico-ministeriale «educare» raccolga ogni sorta di iniziativa o pratica che appaia “etica” (educare all’affettività, all’inclusione, alla diversità, alla resilienza, alla cittadinanza, alla corretta alimentazione, al rispetto dell’ambiente …), anche questo è risaputo.

Alla scuola non si sfugge e nulla più ormai sembra sfuggirle. Nemmeno sembra che essa voglia mollare l’osso e lasciarsi scappare l’occasione di essere in prima linea contro l’analfabetismo, la violenza, la disoccupazione, la disuguaglianza, i problemi di adattamento sociale, i disturbi dell’apprendimento, tutto, insomma, meno che insegnare cos’è il fallimento o la rovina, come cadere, come sopportare il dolore o incassare una sconfitta.

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