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Il freddo e la nascita della filosofia moderna – L’articolo su L’Intellettuale Dissidente

GELO, NEVE E CLIMA POLARE HANNO ACCOPPATO PIÙ DI UN SISTEMA FILOSOFICO. BACONE MORÌ DI BRONCHITE CERCANDO DI CONGELARE UN POLLO; CARTESIO FU SFIANCATO DAL CLIMA DI STOCCOLMA

Nel 1709, un’atipica e colossale gelata si abbatté sull’Europa, e, soltanto in Francia, mandò al camposanto circa 600.000 persone. Si diede la colpa al minimo di Maunder, cioè al sole che, in poco più di mezzo secolo (dal 1645 al 1715), infischiandosene delle nefaste conseguenze, aveva via via ridotto la sua attività termica.

[…]

Il freddo tentò di fermare pure la nascita della filosofia moderna. Prima che loro stessi si considerassero definitivamente vecchi, le rigide temperature del Nord piombarono addosso a Bacone e a Cartesio – due di quei filosofi che al liceo si studiano ancora con lo stesso intramontabile disinteresse – conducendoli in poco tempo alla fine dei loro giorni. Non proprio il freddo, certo, ma le conseguenze polmonari, le febbri e le inadeguate cure cerusiche che gli tennero dietro. Cosicché, tra dubbi e timide incertezze, la filosofia moderna ha avuto come sottotraccia questo algido esordio accompagnato dal pallore lunare della neve, dalla durezza spettrale del ghiaccio e dal vento di borea che taglia come il diamante.

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In copertina, Caspar David Friedrich – Das Eismeer (part.)

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